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Bernalda, bimbo guarito Si grida al miracolo «È stato S. Bernardino»

Nessuno ci credeva, finchè non l’hanno visto

San Bernardino Bernalda

BERNALDA – Una folla immensa, come non si vedeva da tempo, ha partecipato, nel piazzale della Chiesa Matrice, dedicato a San Bernardino da Siena, a una messa speciale, di ringraziamento, al patrono di Bernalda. Presente, al completo, la famiglia di Nocera Superiore, genitori e tre figli, che assicura di aver ricevuto un miracolo dal santo senese. Protagonista della guarigione sarebbe stato Giulio, il bimbo di circa tre anni che, nel maggio scorso, proprio nel mese in cui ricade la ricorrenza bernardiniana, si era improvvisamente ammalato di una grave forma di malattia respiratoria, forse una polmonite, associata a una sindrome rara, denominata morbo di Kawasaki

 

Protagonista della guarigione sarebbe stato Giulio, il bimbo di circa tre anni che, nel maggio scorso, proprio nel mese in cui ricade la ricorrenza bernardiniana, si era improvvisamente ammalato di una grave forma di malattia respiratoria, forse una polmonite, associata a una sindrome rara, denominata morbo di Kawasaki. Lo ha raccontato la madre del bimbo, Michela Robusto, 40 anni, che di professione fa l’insegnante di materie letterarie. Un racconto semplice, pieno di misteri e di clamorose coincidenze, che ha indotto il parroco, don Mariano Crucinio, ad annotare il tutto, senza tuttavia enfatizzare l’evento. Poi, con la notizia che è diventata di dominio pubblico, la decisione cristiana di celebrare una Messa solenne, alla presenza degli ospiti campani.

«La signora Michela – ha spiegato don Mariano – non era mai stata a Bernalda, nè conosceva San Bernardino. Il suo bambino, a cui era stata diagnosticata una malattia lunga e difficile, è misteriosamente guarito nel giro di appena cinque giorni. Un decorso brevissimo, che ha stupito perfino i medici che lo avevano in cura e che, scientificamente, non hanno saputo darsi una spiegazione. La figura di San Bernardino in questa storia – ha raccontato il sacerdote bernaldese – entra nel momento in cui la donna fa un sogno, in cui si trova, col figlioletto in una chiesa che non ha mai visto e che, all’improvviso, comincia a tremare, scossa da un terremoto. Mentre, assieme al bambino si prodìga per scappare, alle sue spalle vede un giovane monaco che, preso in braccio il bimbo, lo trascina in salvo assieme alla madre. Sul piazzale della chiesa, i tre vedono poi sbriciolarsi il luogo di culto davanti ai loro occhi».

La suggestione del sogno è talmente forte che, la mattina dopo, Michela decide di navigare avidamente su Internet, per saperne di più. Tra le chiese italiane dedicate al santo riconosce, con un sussulto, quella di Bernalda. È la stessa del sogno. Poi cerca notizie e immagini su San Bernardino, ma non riconosce nei volti virtuali, quello giovanile del monaco che aveva sognato. Decide, allora, di concerto col marito, che di professione fa l’avvocato, di recarsi a Bernalda, a fine agosto. Entra nella Chiesa Madre e, al suo interno, nella statua che ritrae San Bernardino da giovane, riconosce finalmente l’uomo che l’aveva salvata, anche se con un capigliatura meno folta. Attraverso un bigliettino, mette al corrente il parroco don Crucinio della sua storia. ottenendo ascolto. Quest’ultimo decide, però, di non divulgare la notizia, nemmeno al suo vescovo e, tuttavia, invita la famiglia a presenziare a una messa di ringraziamento. Durante la quale, don Mariano ricorda «alcuni miracoli del santo senese, che hanno interessato la comunità bernaldese: la guarigione dalla peste al superamento della carestia nel XVII secolo».

Quanto al lieto evento della guarigione del bimbo, che ha fatto gridare la miracolo, dice: «Dobbiamo saper leggere i segni cristianamente, senza farci suggestionare. Nè dimenticare che i miracoli avvengono per intercessione dei santi, ma sempre per volontà divina».

Quindi il saluto composto e commosso della famiglia campana, che ha «ringraziato tutti i bernaldesi per la calorosa accoglienza e la straordinaria esperienza di fede, promettendo il ritorno a Bernalda in occasione delle prossime festività bernardiniane di maggio e agosto».

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