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La notte miracolosa del piccolo Alfie

Gli hanno staccato la spina ieri sera, ma lui respira ancora

bambino alfie

Ore 5.30: Thomas è fuori dalla stanza e comunica che Alfie continua a respirare e che lui e Kate hanno fatto del loro meglio per lottare in modo da sostenerne la vita. Thomas chiede di pregare fino alle 9 italiane quando potranno rivolgersi nuovamente al giudice. – dalla pagina facebook di Benedetta Frigerio della Nuova Bussola Quotidiana

Ore 5.20 del mattino. 24 Aprile. Alfie è un piccolo leoncino e contro ogni previsione sta respirando da solo ormai da almeno 6 ore, cioè è sopravvissuto a questa interminabile notte, accompagnato dalla preghiera dei suoi genitori e parenti più stretti, e di migliaia di persone in tutto il mondo.

E’ stato staccato il suo ossigeno alle 22.30 di ieri sera, drammatico giorno, il respiratore, come da ordinanza del giudice inglese e la stanza è circondata da circa 30 poliziotti.

COSA E’ SUCCESSO NELLA NOTTE 

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TUTTE LE NOTIZIE SULL’ULTIMO ATROCE GIORNO DEL PICCOLINO 

 

Alle 21.30 Thomas ha comunicato che il giudice ha ordinato l’avvio della procedura per mettere a morte Alfie alle 22 (21 ora locale). La decisione arriva dopo un colloquio del giudice Hayden con l’ambasciatore italiano, successivo  alla concessione della cittadinanza italiana da parte del nostro governo. Ora si apre un contenzioso diplomatico.

 

Il sacerdote italiano don Gabriele Brusco è entrato nella stanza di Alfie per impartirgli i Sacramenti. La Cedu rifiuta di intervenire per Alfie. In mattinata Thomas ha ricevuto la presidente del Bambin Gesù e si è indignato perché la Enoc non può vedere il bambino. Poi mostra le condizioni nelle quali hanno dovuto dormire per terra stanotte. Fuori dall’Alder Hey centinaia di persone manifestano.

 

LA GIORNATA DRAMMATICA CHE ABBIAMO APPENA VISSUTO 
AGGIORNAMENTO ORE 21.50 La procedura per mettere a morte Alfie è stata sospesa per oggi, dopo l’intervento dell’ambasciatore italiano nei confronti dell’Alder Hey, successivo alla concessione della cittadinanza italiana da parte del nostro governo. Ora si apre un contenzioso diplomatico.

Intervento dell’ambasciatore italiano nei confronti dell’Alder Hey. Chiesta la sospensione della procedura per terminare la vita di Alfie, pena la denuncia per omicidio. L’iniziativa segue la concessione della cittadinanza italiana ad Alfie. Ora si apre un contenzioso diplomatico. Il sacerdote italiano don Gabriele Brusco è entrato nella stanza di Alfie per impartirgli i Sacramenti.

 

E papa Francesco lancia un altro appello per Alfie su Twitter

 

L’Italia concede la cittadinanza ad Alfie. Il governo: «Ora sia trasferito»

Evoluzione imprevista nel caso del piccolo Alfie: l’Italia ha concesso la cittadinanza al bambino. Quale cambiamento questa decisione dei ministri degli Esteri Alfano e dell’Interno Minniti comporterà sulla sorte del bambino, ancora non è facile ipotizzarlo. Il governo italiano comunque “auspica che l’essere cittadino italiano permetta, al bambino, l’immediato trasferimento in Italia”.

È stato avviato, e poi sospeso in attesa di essere ripreso alle 17.30 ora italiana, all’Alder Hay Hospital di Liverpool, il protocollo che prevede il distacco del respiratore che tiene in vita il piccolo Alfie Evans. I medici dell’ospedale vanno avanti nelle loro intenzioni dopo aver ricevuto nella mattinata di lunedì 23 aprile la comunicazione, da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo, che i giudici non torneranno a occuparsi del caso. Gli ultimi disperati tentativi legali della famiglia hanno prodotto un breve rinvio di qualche ora, come riportaAvvenire. «I genitori sono riusciti a ottenere un’ulteriore dilazione per chiarire un aspetto formale della sentenza», scrive il quotidiano della Cei. Un primo rinvio, dalle 13 alle 13.30 era stato ottenuto in tarda mattinata. Intanto i ministri degli Esteri Angelino Alfano e dell’Interno Marco Minniti hanno concesso la cittadinanza al piccolo, sperando che l’essere cittadino italiano permetta, al bambino, l’immediato trasferimento in Italia.

Intanto dopo aver ottenuto mezz’ora in più rispetto all’orario previsto (dalle 14 alle 14.30 ora italiana) per lo spegnimento della respirazione assistita che tiene in vita il figlio Alfie, i genitori sono riusciti a spuntare dalle autorità dell’ospedale un’ulteriore allungamento dei tempi appellandosi a un chiarimento sulla forma della sentenza dell’Alta Corte con la quale si autorizzava il distacco delle macchine e dunque la morte del bambino. In pratica, ad avviso dei legali che assistono la famiglia, una volta cambiata l’ora della procedura rispetto a quanto previsto dal giudice sarebbe necessario un nuovo pronunciamento dello stesso magistrato per fissare un’altra ora non bastando più per l’esecutività della sentenza l’autorità dell’ospedale. Un cavillo che sta tenendo ancora in vita il bambino, nella speranza che nel frattempo accada qualcos’altro.

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